Consumo consapevole

Etichetta ambientale: guida rapida

Scopri le grandi scelte nascoste dai piccoli simboli.

Tempo di lettura: 3 minuti
Cosa guardare in etichetta
  • Tipo di materiale dell’imballaggio: plastica, carta, vetro, alluminio…

  • Codice identificativo del materiale: es. PET 1, PAP 21, ALU 41…

  •  Indicazioni di smaltimento: raccolta plastica, carta, vetro…

  • Istruzioni per separare correttamente le parti della confezione

Piccoli simboli, grandi scelte.

Ogni confezione che acquisti e che porti a casa diventa, prima o poi, un rifiuto da smaltire: questo è inevitabile… ma non tutti i rifiuti sono uguali!

Oggi infatti le etichette riportano indicazioni ambientali obbligatorie per legge che ci aiutano a capire di che materiale è fatto l’imballaggio e come smaltirlo correttamente: l’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi è stato introdotto dal D. Lgs. 116/2020, in recepimento delle direttive europee sull’economia circolare, ed è diventato pienamente operativo dal 1° gennaio 2023.

L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto e l’inquinamento, migliorare il recupero delle risorse, rendere più efficiente la gestione dei rifiuti e incentivare comportamenti sostenibili. Ecco perché sapere leggere questi simboli significa trasformare un piccolo gesto quotidiano in una grande scelta responsabile!

 

Cosa ci dice l’etichetta?

Dal 1° gennaio 2023 è diventata obbligatoria per legge l’etichettatura ambientale e questo significa che su tutte le confezioni deve essere sempre indicato prima di tutto il materiale (PET, PP, PAP, ALU… queste sono le sigle che indicano il materiale con cui è realizzato l’imballaggio) e un codice numerico (il numero che accompagna la sigla ne identifica la precisa tipologia)

Ecco qualche esempio con le sigle alfanumeriche più comuni e cosa significano:

PET 1 → indica la plastica trasparente e leggera, tipica delle bottiglie per acqua e bibite. È una delle plastiche più facilmente riciclabili!
HDPE 2 → è un tipo di plastica più spessa e resistente, usata solitamente per flaconi di detersivi, latte, shampoo… È anch’essa riciclabile!
• PP 5 → è la plastica rigida usata per i tappi ma anche per vari contenitori per alimenti. È sempre riciclabile per cui va conferita correttamente nella plastica.
• PS 6 → si tratta della plastica leggera come quella dei vassoi o delle vaschette… risulta più difficile da riciclare per cui spesso segue le indicazioni specifiche di ogni comune
• PAP 21 → questa è la sigla di carta e cartone, di scatole, confezioni e imballaggi… da riciclare sempre!
• ALU 41 → questo codice indica l’alluminio, tipico di lattine, vaschette e fogli sottili: è riciclabile all’infinito!
• GL 70 → si tratta del vetro, inteso sia come bottiglie o vasetti, che si possono riciclare all’infinito.

Accanto a questi codici troverai anche l’indicazione di raccolta che ti spiega dove buttare ogni parte della confezione, se nella plastica, carta, vetro o indifferenziata. A volte tappo, etichetta e contenitore vanno separati prima di essere buttati: anche questa indicazione deve essere sempre riportata in etichetta! 

 

Chi legge non sbaglia

Separare correttamente gli imballaggi, leggendo bene le indicazioni dell’etichetta, ti permetterà di: 

• facilitare il riciclo dei materiali
• ridurre i rifiuti indifferenziati
• recuperare risorse preziose
• contribuire a un sistema più sostenibile


Ricorda che un errore nel conferimento può compromettere l’intero processo di riciclo… ma, se sai leggere l’etichetta ambientale e ne rispetti le indicazioni, il tuo piccolo gesto si trasformerà in un grande valore! 

 

Il consiglio "Buono a Sapersi"

Leggere l’etichetta ambientale richiede pochi secondi, ma aiuta l’ambiente per molto tempo. Prima di buttare una confezione, guardala bene!

 Conoscere e seguire le indicazioni dell’etichetta ambientale è un gesto semplice ma responsabile.

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